Con l'orario invernale, AMT taglierà circa 150 turni. Linee soppresse, altre accorciate, servizio urbano ed extraurbano stravolto. Una mazzata per Genova e per i genovesi, soprattutto per chi ogni giorno deve prendere il bus per andare a lavorare o a scuola.
In un momento in cui il caro carburanti sta strangolando le famiglie, togliere il trasporto pubblico è una scelta errata che scarica sui contribuenti il prezzo di anni di mancate scelte.
Di fronte a un taglio così pesante servirebbe una risposta sindacale forte e unitaria. Ma quell'unità a Genova non c'è. Da anni in AMT si è consolidato un gruppo sindacale tradizionale: alcune sigle che hanno occupato tutti gli spazi ma una voce autonoma, libera e a volte scomoda come FAST Confsal non è mai stata fatta entrare in azienda. Non per mancanza di richiesta tra i lavoratori ma per una precisa volontà di tenere fuori chi non si adegua e chi mette al centro solo gli interessi dei lavoratori e del servizio.
Tenere fuori FAST Confsal ha significato rinunciare al pluralismo reale, il confronto vero e la possibilità di avere la voce di un sindacato diverso, più vicino ai depositi che ai palazzi. E oggi se ne pagano le conseguenze; un fronte sindacale più debole e meno efficace.
Ma le responsabilità non sono sindacali. Tutte le amministrazioni che si sono succedute, in questi ultimi anni, a Genova e in Regione, di ogni colore politico, non sono state pronte a fare scelte lungimiranti sul trasporto pubblico.
Nessuna ha saputo cambiare paradigma. Nessuno ha avuto il coraggio di investire davvero, di pianificare un parco mezzi più moderno, di assumere autisti giovani con gli stessi diritti di quelli anziani, di immaginare una mobilità sostenibile per i prossimi vent'anni. Si è vissuto in un orizzonte di breve momento, di proroga in proroga, di taglio in taglio, lasciando AMT sola a gestire un declino annunciato.
Oggi i nodi sono venuti al pettine e il risultato è sotto gli occhi di tutti: cittadini penalizzati, abbonamenti rincarati, lavoratori AMT con un carico insostenibile sulle spalle, con turni pesantissimi e una città che rischia di rimanere a piedi. Nonostante tutto, FAST Confsal vuole guardare avanti con speranza. Soprattutto confidiamo che gli attuali decisori, in Comune, in Regione e in azienda vogliano finalmente aprire una fase diversa, fatta di ascolto, pluralismo, scelte coraggiose e visione.
Come FAST Confsal ribadiamo la nostra piena e totale disponibilità a lavorare insieme a tutti, senza preclusioni e senza personalismi, senza richieste d’organizzazione, per il bene della cittadinanza e per una tutela più efficace dei lavoratori.
Non abbiamo altre pretese se non quella di poter dare il nostro contributo, con serietà e concretezza, per restituire a Genova un trasporto pubblico efficiente, sicuro e dignitoso.




