RFI accelera sulla riorganizzazione del soccorso ferroviario. FAST-Confsal presenta un’analisi tecnica e una proposta alternativa: integrare il nuovo modello con il carro soccorso, tutelando professionalità, sicurezza e continuità del servizio
C’è una differenza sostanziale tra innovare un sistema e impoverirne la capacità di risposta. Ed è proprio su questo confine che si gioca la riorganizzazione del servizio di soccorso ai rotabili sviati, destinata a interessare l’intera rete ferroviaria nazionale dal prossimo dicembre. RFI punta a sostituire progressivamente il tradizionale carro soccorso con squadre specializzate e attrezzature trasportate su mezzi stradali. Una trasformazione che FAST-Confsal non intende liquidare con un semplice dissenso ma sottoporre a una verifica rigorosa, perché quando si interviene su un treno deragliato non esistono scorciatoie organizzative capaci di sostituire esperienza, mezzi adeguati e procedure certe.
Dopo l’incontro del 16 settembre, la Federazione ha trasmesso a RFI e ANSFISA un articolato documento elaborato con il Centro Studi della Fondazione SMA e la Segreteria Nazionale FAST Confsal. Un lavoro che ricostruisce il quadro normativo, analizza le criticità operative e avanza una proposta concreta. Il primo punto è dirimente: la delibera ART 70/2014 attribuisce al Gestore dell’infrastruttura la responsabilità del servizio ma non impone l’abbandono del soccorso su rotaia. Sostituire il carro soccorso con un furgone è dunque una scelta aziendale, non un obbligo regolatorio. E come ogni scelta deve dimostrare, numeri alla mano, di garantire almeno gli stessi livelli di efficacia e sicurezza.
Perché un conto è intervenire in uno scalo facilmente accessibile, altro è raggiungere un convoglio sviato in galleria, su un viadotto o lungo una tratta isolata. In quelle condizioni il carro soccorso non rappresenta un residuo del passato ma un presidio operativo difficilmente sostituibile. FAST-Confsal propone, pertanto, un modello integrato: soccorso leggero su gomma per gli interventi compatibili e mantenimento dell’officina mobile su rotaia per gli scenari più complessi.
La questione investe direttamente anche il personale. Organici, abilitazioni, formazione, reperibilità, riposi e catena delle responsabilità devono essere definiti prima dell’avvio, non rincorsi dopo un’emergenza. Occorre inoltre salvaguardare e valorizzare le professionalità maturate negli anni sui carri soccorso, evitando che una riorganizzazione disperda competenze difficilmente ricostruibili.
FAST-Confsal ha chiesto a RFI la documentazione sulla valutazione dei rischi, gli esiti delle sperimentazioni e un confronto tecnico prima dell’estensione nazionale del servizio. Fino alla dimostrazione di prestazioni almeno equivalenti, deve essere garantita una riserva operativa adeguata.
Il progresso ferroviario non si misura da ciò che si elimina, ma da ciò che si è realmente in grado di garantire. E sulla sicurezza, prima di cambiare strada, bisogna essere certi di poter arrivare fino in fondo.



