A Varsavia eletto presidente Diego Martín Fernández, con i vice Vincenzo Multari di FAST-Confsal e Daniel Biernack di ZZM. Sicurezza, formazione e diritti al centro del nuovo mandato
Il futuro delle ferrovie europee passa anche da una cabina di guida. È da lì che si misurano gli effetti delle liberalizzazioni, la qualità della formazione, la fatica dei turni e la distanza tra gli obiettivi di Bruxelles e il lavoro quotidiano. Il Congresso di ALE, riunito a Varsavia, ha consegnato alla nuova presidenza questo compito: portare l’esperienza dei macchinisti dentro le decisioni che cambieranno il settore.
Diego Martín Fernández, segretario generale dello spagnolo SEMAF, è stato eletto presidente, raccogliendo il testimone di Juan Jesús García Fraile dopo una lunga e proficua stagione alla guida dell’organizzazione. Al suo fianco i vicepresidenti Vincenzo Multari, della federazione italiana FAST-Confsal, e Daniel Biernack, del sindacato polacco ZZM. Multari succede a Pietro Serbassi, che lascia l’incarico dopo sedici anni; Biernack subentra a Leszek Miętek. Un ricambio accompagnato dal riconoscimento del lavoro svolto e dalla volontà di consolidarne i risultati.
La continuità, tuttavia, dovrà misurarsi con problemi nuovi e risorse limitate. ALE rappresenta, secondo il dato richiamato dal nuovo presidente, oltre 45 mila macchinisti. La sua forza dipenderà dalla capacità di trasformare esperienze nazionali diverse in posizioni comuni, sostenute da competenze tecniche e da una presenza costante nelle istituzioni europee.
La sicurezza ha caratterizzato l’intero confronto. Nel bilancio della presidenza uscente, il richiamo alla tragedia greca del 28 febbraio 2023 ha ricordato quanto possano essere gravi le conseguenze delle carenze del sistema. García Fraile ha espresso un giudizio severo sulla liberalizzazione: alla moltiplicazione delle imprese non sarebbe corrisposta la crescita attesa del trasporto, mentre la frammentazione avrebbe complicato la contrattazione e aumentato le pressioni sul lavoro.
Multari ha indicato nel contrasto al dumping sociale, la concorrenza che comprime salari e tutele, una priorità. Le liberalizzazioni vanno sottoposte a verifica costante: devono produrre benefici per gli utenti, senza diventare dogmi e le nuove tecnologie devono accrescere la sicurezza, con garanzie di affidabilità stabile. Da qui l’impegno a difendere la sicurezza sul lavoro in ogni sede europea. Per Multari, ALE deve ora tradurre l’autorevolezza tecnica conquistata in un ruolo più incisivo nel dialogo sociale europeo, rafforzando il confronto con la Commissione UE e utilizzando gli strumenti disponibili.
Il programma di Fernández prova a dare risposte concrete: standard professionali solidi, contrasto all’affaticamento, tecnologia al servizio della sicurezza, occupazione di qualità e un’organizzazione più utile agli aderenti sono le cinque priorità indicate. La revisione della direttiva sui macchinisti sarà un passaggio decisivo: lavorare oltre confine deve accompagnarsi a competenze verificabili, idoneità, conoscenza delle linee e comunicazioni sicure.
Sui tempi di guida, lavoro e riposo emerge uno dei confronti più delicati. La nuova presidenza chiede controlli efficaci e tutele adeguate. Nell’intervento del Presidente Alan Beroud di PKP e CER, l’organizzazione delle imprese ferroviarie europee, è stata invece ribadita la posizione datoriale secondo cui non risulterebbe dimostrato un problema sistemico di rispetto delle norme. Due letture da confrontare sui dati, con conseguenze concrete per chi lavora e per chi viaggia.
Accanto ai controlli, Fernández ha richiamato una cultura della sicurezza capace di imparare dagli errori: chi segnala una criticità deve poterlo fare senza temere sanzioni ingiuste. Anche digitalizzazione e automazione richiedono il coinvolgimento dei macchinisti nella progettazione dei sistemi, formazione retribuita e capacità di intervenire quando la tecnologia non funziona.
Il ricambio generazionale riguarda poi l’intera professione. Attraverso retribuzioni adeguate, turni prevedibili e percorsi di crescita, ALE vuole attrarre giovani e donne. Dal confronto è arrivato anche l’allarme portoghese sui costi della formazione sostenuti dagli aspiranti macchinisti senza garanzie di occupazione.
Il saluto di Klaus Heeger, segretario generale della CESI, ha riportato l’attenzione sul valore della rappresentanza europea. Per incidere a Bruxelles, ha sottolineato, occorre conoscere le esigenze delle organizzazioni e tradurle in richieste precise. Un richiamo significativo dopo la discussione sul costo dell’adesione a CESI: l’orientamento emerso è cercare una collaborazione economicamente sostenibile.
A riconoscimento dell'eccezionale impegno, della dedizione e del servizio prestati all'ALE dai membri della Presidenza esecutiva uscente e in segno di apprezzamento per il loro contributo allo sviluppo, al consolidamento e alla rappresentanza europea della Federazione, il Congresso dell'ALE ha deliberato di conferire il titolo onorifico di Presidente onorario dell'ALE a Pietro Serbassi, Juan Jesus Garcia Fraile e Lesek Mietek.
A completare la squadra, in chiusura dei lavori, le nomine dello spagnolo Alejandro a Segretario Generale e dell’italiana Valeria Mascoli a Segretaria: seguiranno le attività gestionali e organizzative dell’associazione, supportati anche dallo spagnolo Paolo Luzzana, incaricato del coordinamento dei gruppi di lavoro tecnici.
Dalle imprese è arrivata infine la richiesta di finanziamenti pubblici stabili per infrastrutture, merci e innovazione. Un terreno comune, sul quale ALE dovrà mantenere autonoma la propria voce.
Il Congresso si chiude con una nuova squadra e un impegno verificabile: dare ai macchinisti più peso nelle scelte europee. Perché lo sviluppo della ferrovia si giudica anche dalle condizioni di chi la fa funzionare.




