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Martedì, Ottobre 6, 2026

Perché essere a casa non basta: la reperibilità è un dovere, non un dettaglio

Durante la malattia, molti lavoratori vivono un paradosso: essere davvero a casa, ma risultare “assenti” alla visita fiscale. Una situazione che sembra assurda, quasi comica, e che invece può avere conseguenze molto serie. Spesso tutto nasce da un dettaglio che consideriamo marginale: un citofono guasto.

La legge non si limita a chiedere al lavoratore di restare nel domicilio comunicato. Pretende qualcosa di più: una condotta diligente, cioè tutto ciò che è ragionevolmente necessario per permettere al medico fiscale di raggiungerlo. Questo principio è stato ribadito più volte dalla Corte di Cassazione, che ha chiarito che la reperibilità non è un concetto “passivo”: non basta essere fisicamente presenti, bisogna essere raggiungibili.

E qui entra in scena il citofono. Se è rotto, se non suona, se non permette l’accesso al palazzo, il medico incaricato della visita potrebbe non riuscire a contattarti. E in quel caso, anche se sei sul divano con la coperta e la tisana, la tua presenza non è automaticamente provata. La giurisprudenza ha più volte sottolineato che il lavoratore deve adottare tutte le misure necessarie per rendere possibile il controllo: un foglietto scritto a mano con “CITOFONO ROTTO” non sempre basta.

La Cassazione ha chiarito che l’assenza alla visita fiscale è valutata in modo rigoroso: ciò che conta è se il medico ha potuto o meno verificare la tua presenza. Se non ci riesce per cause imputabili al lavoratore – anche indirettamente – l’assenza può essere considerata ingiustificata. E le conseguenze non sono banali: riduzione o perdita dell’indennità di malattia, contestazioni disciplinari, fino a sanzioni più gravi nei casi di recidiva.

Il principio è semplice: la reperibilità è un obbligo che richiede collaborazione attiva. Non basta dire “ero in casa”: bisogna dimostrarlo, e bisogna mettere il medico nelle condizioni di accertarlo.

Cosa fare, allora, se il citofono si rompe proprio mentre sei in malattia?

  • Attivati subito per la riparazione, anche temporanea.
  • Avvisa il datore di lavoro del problema, in modo tracciabile.
  • Segnala la situazione all’INPS, se possibile.
  • Conserva prove: foto del guasto, richiesta di intervento, messaggi inviati.

Sono piccoli gesti che possono evitare grandi problemi. Perché la malattia è già un momento delicato: aggiungere il rischio di perdere l’indennità per un citofono difettoso è un’ingiustizia che si può prevenire.

La verità è che la visita fiscale non è un controllo “punitivo”: è un meccanismo di tutela del sistema. Ma per funzionare ha bisogno che il lavoratore sia davvero reperibile. E la reperibilità, oggi, passa anche da un campanello che suona.

Essere a casa e risultare assenti è una contraddizione che fa sorridere solo finché non arriva la sanzione. Per questo, quando il citofono si rompe, la cosa migliore da fare è semplice: non aspettare che suonino. Muoviti tu.