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Martedì, Ottobre 20, 2026

La Confsal propone un salario minimo contrattuale per tutti e lo stop alle tasse sulle paghe più basse. A noi dei trasporti, tra appalti al ribasso e rinnovi fermi, riguarda da vicinoC'è chi lavora ogni giorno e a fine mese fatica ad arrivare alla quarta settimana. In settori come i servizi e la vigilanza esistono contratti da 7 o 7,50 euro l'ora. È da qui che parte la proposta del segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, portata l'8 ottobre al convegno "Salario Giusto, Lavoro Vero", davanti al Ministro del Lavoro e al Vicepresidente del Consiglio.L'idea è semplice. Come esiste un limite invalicabile sulla sicurezza, così deve esistere un minimo sotto il quale nessun contratto collettivo può scendere sulla paga. Uno standard di dignità salariale valido per tutti, dentro un nuovo accordo quadro sulla contrattazione. Le categorie potranno fare meglio, nessuna potrà fare peggio.Il dumping però non si vede solo nella busta paga. Si annida nelle tutele, negli orari, nelle norme. Due contratti possono promettere la stessa cifra e trattare il lavoratore in modo molto diverso. Lo sappiamo noi, che negli appalti vediamo peggiorare le condizioni a parità di lavoro. Pulizie, ristorazione a bordo treno, multiservizi, logistica. La concorrenza sul costo del lavoro non si rincorre verso il basso, si ferma alzando il pavimento.C'è poi il fisco. La Confsal propone una detrazione che azzeri l'imposta sul reddito per chi guadagna fino a 9 euro l'ora. Chi prende meno non può essere spremuto due volte.Per noi la battaglia passa anche dai nostri tavoli, dai rinnovi fermi, come quello di Italo, agli appalti. Valuteremo la proposta dello standard minimo nella contrattazione, insieme al contrasto ai contratti pirata.Il salario giusto non è solo un numero. È il confine tra un lavoro che mantiene e uno che fa solo sopravvivere. Quel confine si chiama dignità. E la dignità non si contratta al ribasso.