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Martedì, Ottobre 20, 2026

Dopo appena tre anni, il Gruppo FS ridisegna il futuro di TTI. Garantita la continuità occupazionale per 31 lavoratori ma restano dubbi sulle scelte industriali e sul metodo adottatoIl futuro di Treni Turistici Italiani cambia nuovamente direzione. Nell’esame congiunto del 12 ottobre, FS Treni Turistici Italiani, Trenitalia e Holding FSI hanno illustrato il trasferimento del ramo d’azienda Turismo a Trenitalia, operativo dal 1° dicembre 2026. Una scelta motivata dalle Società con esigenze di efficienza, sinergie industriali e dalla situazione economica di TTI. Motivazioni che, tuttavia, non cancellano gli interrogativi sulla tenuta di un progetto industriale avviato poco più di tre anni fa e già sottoposto a una significativa revisione.L’operazione coinvolge 31 lavoratori, 24 tra macchinisti e capitreno e 7 appartenenti alle strutture di staff. È prevista la continuità del rapporto di lavoro, con il mantenimento dei diritti maturati, dei trattamenti contrattuali e delle attuali sedi. Il personale di esercizio confluirà nelle strutture Intercity o Regionale, mentre quello di staff sarà ricollocato secondo le professionalità possedute. Sono inoltre previsti colloqui individuali per definire i nuovi inserimenti.Garanzie importanti ma non sufficienti a esaurire le responsabilità aziendali. FAST-Confsal ha chiesto chiarezza anche sul futuro dei lavoratori in somministrazione e del personale distaccato da Trenitalia, mentre la confermata chiusura degli impianti di Paola e Bari impone ulteriori riflessioni sulle conseguenze organizzative.Resta poi una questione di metodo, tutt’altro che secondaria. Apprendere dalla stampa decisioni destinate a incidere sul futuro dei lavoratori, prima ancora di un confronto con le loro rappresentanze, non è soltanto una caduta di stile: è il segnale di un’impostazione delle relazioni industriali che non possiamo condividere.Ma il nodo è soprattutto strategico. Se dopo appena tre anni si rende necessario riportare in Trenitalia una parte delle attività affidate a TTI, è legittimo chiedersi quali valutazioni abbiano guidato le scelte iniziali e quale prospettiva si intenda oggi costruire. Perché riorganizzare può essere necessario ma non può diventare il modo per eludere un bilancio delle decisioni assunte.FAST-Confsal vigilerà sulle garanzie occupazionali e contrattuali, chiedendo risposte concrete anche per chi resterà in TTI. Il confronto di novembre dovrà chiarire non soltanto come si realizzerà il trasferimento, ma soprattutto quale futuro industriale TTI intenda assicurare al turismo ferroviario. Perché le riorganizzazioni si annunciano, ma le strategie si dimostrano.