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Martedì, Ottobre 27, 2026

Una sentenza storica ha ridefinito i confini tra contrattazione aziendale e diritti fondamentali dei lavoratori. La Corte d'Appello di Firenze, Sezione Lavoro e Previdenza, ha confermato la natura discriminatoria dell'accordo siglato nel 2023 tra Autolinee Toscane S.p.A. e alcune organizzazioni sindacali regionali, in particolare l'articolo 5 che penalizzava economicamente i dipendenti che fruivano dei permessi ex Legge 104/1992 per l'assistenza a familiari con disabilità.

L'accordo, sebbene formalmente rispettoso delle soglie di accesso al premio di risultato, calcolava l'importo economico escludendo i giorni di permesso 104 come presenze effettive. In pratica, chi si assentava per assistere un familiare disabile subiva una decurtazione del premio.

La Corte d'Appello, confermando la decisione del Tribunale del Lavoro di Firenze, ha respinto l'appello dell'azienda e ha ribadito che questa prassi costituisce una discriminazione diretta basata sulla disabilità del familiare assistito (tutela per associazione), in violazione del D.Lgs. 216/2003 e dell'art. 2-bis della Legge 104/1992. I giudici hanno chiarito che, se non ci fosse stata la necessità dell'assistenza, i lavoratori non avrebbero avuto bisogno di richiedere i permessi.

La sentenza condanna Autolinee Toscane S.p.A. al ricalcolo del premio, includendo i giorni di permesso 104 come presenza effettiva, al pagamento delle differenze retributive e dei danni, oltre alle spese legali.

"Questa è una vittoria fondamentale per la dignità del lavoro e il riconoscimento del valore sociale della cura," commenta Alessio Avello, Segretario del Dipartimento Mobilità Terrestre FAST-Confsal. "Nessun accordo può svalutare l'assistenza familiare. La nostra tenacia è stata premiata".

"Un premio di risultato non può diventare uno strumento di pressione contro diritti fondamentali", conclude Lucia Fabbricini, Segretaria Regionale.

La sentenza segna un precedente cruciale per la contrattazione collettiva, limitando l'autonomia delle aziende quando collide con diritti costituzionali e leggi a tutela della disabilità.