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Martedì, Marzo 11, 2025

Il diritto di sciopero è sotto attacco. La recente delibera della Commissione di Garanzia, sotto la presidenza Bellocchi, ha imposto nuove e pesanti restrizioni, ampliando i servizi minimi garantiti nel settore ferroviario. Una decisione che accoglie le richieste del Gruppo FSI senza alcuna reale valutazione dell’impatto complessivo sul sistema ferroviario, creando un precedente pericoloso che limita la libertà sindacale e favorisce gli interessi aziendali a scapito di quelli dei lavoratori.

Per questo motivo UGL Ferrovieri, ORSA Ferrovie e FAST-Confsal hanno indetto un sit-in di protesta il 18 marzo, dalle 10:30 alle 13:30, davanti al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e uno sciopero nazionale di 8 ore il 19 marzo, dalle 09:01 alle 17:59, con una manifestazione a Roma in Piazza di Porta Pia. Due azioni complementari che rappresentano una risposta forte e unitaria a chi vuole limitare il diritto di sciopero.

La delibera della Commissione di Garanzia ha introdotto un principio inaccettabile: la determinazione dei servizi minimi su base aziendale, invece che sull’intero settore. Questo significa che se sciopera solo Italo, i suoi treni devono comunque circolare, mentre se Trenitalia non aderisce allo sciopero, il servizio resta comunque garantito. Una logica distorta che non trova applicazione in altri settori, come il trasporto aereo, dove le limitazioni sono stabilite per l’intero comparto e non per singola compagnia.

Questa impostazione non è solo un grave attacco alla libertà sindacale, ma introduce un sistema di deroghe su misura per le esigenze delle aziende, penalizzando i lavoratori e rendendo lo sciopero inefficace. Il risultato? Un meccanismo che favorisce il monopolio, limita il potere contrattuale dei ferrovieri e, soprattutto, svuota di significato il diritto costituzionale alla protesta.

FAST-Confsal, insieme a UGL Ferrovieri e ORSA Ferrovie, ha scelto di rispondere su più fronti. Da un lato, con il ricorso al TAR del Lazio, che dovrà esprimersi sulla legittimità di queste nuove restrizioni. Dall’altro, con la mobilitazione del 18 marzo e lo sciopero del 19 marzo, due azioni diverse ma complementari, entrambe fondamentali per riportare la questione dello sciopero al centro del dibattito pubblico.

Ma la battaglia non finisce qui. Le Segreterie stanno valutando di mantenere alta l’attenzione e di programmare a stretto giro un attivo unitario a Roma, coinvolgendo tutti i gruppi dirigenti delle tre organizzazioni sindacali. Un momento di confronto necessario per decidere le prossime mosse e costruire una mobilitazione ancora più incisiva. La difesa del diritto di sciopero è una battaglia che richiede il massimo impegno da parte di tutti. Chi potrà essere in piazza il 18 marzo farà sentire la propria voce direttamente davanti al Ministero, mentre chi non potrà esserci potrà comunque sostenere la lotta aderendo allo sciopero del 19 marzo. Due azioni, un unico obiettivo: difendere la libertà sindacale e garantire ai lavoratori strumenti reali per migliorare le proprie condizioni di lavoro.