Questo 8 marzo 2025 cade in momento particolare per il nostro sindacato e per le donne e gli uomini che insieme a noi nutrono fortemente il senso di giustizia.
Ricordarci tutti che la festa della donna risale a un fatto storico certo, di lotta sindacale, in una fabbrica di lavoratrici ci riporta, a nostro avviso, a quello che viviamo oggi, noi donne e uomini delle ferrovie che si stanno battendo per il primo dei diritti dei lavoratori, strumento essenziale per difendere tutti i diritti: il diritto di sciopero.
Come possiamo constatare anche oggi, se non dimentichiamo le radici profonde di ogni movimento dei lavoratori, il diritto dello sciopero, anche costituzionalmente protetto, è l’intuizione originaria per sviluppare le conquiste e i diritti del lavoro.
Dimenticarlo può indicare uno smarrimento culturale e ideale che, come un filo rosso, attraversa tanta storia intessuta di fatica, di lotta, di sconfitte e di vittorie. Significa cedere, ancor prima che socialmente, idealmente e culturalmente a un mondo che considera ormai le persone e il loro lavoro come una merce tra le tante, oggetto di apprezzamento (nel senso di prezzarlo, dargli un prezzo) ma più spesso di deprezzamento e comunque soggetto agli andamenti capricciosi o ciclici delle borse.
Altro che dignità della persona, come ci insegna la Costituzione e ci ricorda il magistero del Papa.
Il diritto di sciopero diventa allora il principale strumento per la difesa dei diritti, anche oggi, allorché falliscono gli accordi, le concertazioni, i dialoghi sociali, le responsabilità paritarie, gli obiettivi ideali condivisi.
Per questo noi, oggi, vogliamo celebrare l’8 marzo con la memoria al passato, a quelle donne che lottarono in quella fabbrica ma con la speranza rivolta al futuro, che nessuno ci regalerà ma dovremo, oggi come ieri, conquistarcelo, usando quello strumento antico ma sempre attuale che è il diritto di scioperare.
E noi donne del sindacato saremo in prima fila.