Il 18 marzo scorso, Roma ha visto la mobilitazione dei lavoratori del settore ferroviario contro le restrizioni imposte dalla Commissione di Garanzia sul diritto di sciopero. La protesta, svoltasi in Piazzale di Porta Pia, è stata organizzata congiuntamente da FAST Confsal, ORSA Ferrovie e UGL Ferrovieri, che hanno condotto insieme l’intera vertenza per difendere il diritto alla contrattazione collettiva e contrastare l’inasprimento dei servizi minimi essenziali.L’iniziativa è nata dalla crescente preoccupazione per le decisioni della Commissione di Garanzia che, con un intervento unilaterale, ha reso sempre più difficile per i lavoratori esercitare un’azione di sciopero realmente efficace. Il settore ferroviario attende da oltre 16 mesi il rinnovo del contratto collettivo e, in un contesto già segnato da difficoltà normative e salariali, la limitazione del diritto di sciopero è vista come un ulteriore tentativo di indebolire le legittime rivendicazioni dei ferrovieri.Nel corso della manifestazione è stato evidenziato come, a livello internazionale, il blocco del trasporto ferroviario sia una delle leve principali per far sentire la voce dei lavoratori. In Italia, invece, si sta imponendo una regolamentazione sempre più rigida, che rischia di compromettere la capacità di contrattazione e di paralizzare le azioni sindacali. La protesta ha puntato il dito contro le scelte della Presidente della Commissione di Garanzia, Marina Bellocchi, accusata di limitare il conflitto sociale a vantaggio delle aziende, anziché mantenere un ruolo super partes.FAST Confsal, ORSA Ferrovie e UGL Ferrovieri hanno ribadito che la lotta non si fermerà qui. L’azione sindacale unitaria ha dimostrato che non si può restare in silenzio davanti a scelte che alterano l’equilibrio tra diritti e doveri dei lavoratori. Se la Commissione di Garanzia e le istituzioni non rivedranno la loro posizione, l’inasprimento del conflitto sociale diventerà inevitabile.Durante l’evento è stato denunciato anche il comportamento di alcune aziende del settore ferroviario che, con il supporto di alcune organizzazioni sindacali compiacenti, hanno messo in secondo piano la tutela occupazionale e i diritti dei lavoratori, penalizzando in particolare le aree già fragili dal punto di vista infrastrutturale, come la Calabria.La mobilitazione ha voluto lanciare un segnale chiaro: la limitazione del diritto di sciopero non riguarda solo i ferrovieri ma rappresenta un attacco a tutti i lavoratori.La lotta continuerà con nuove iniziative per riportare al centro del dibattito politico e sindacale la difesa delle libertà fondamentali e del diritto alla contrattazione collettiva.