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Martedì, Aprile 1, 2025

In un clima di crescente tensione tra i lavoratori e la direzione aziendale, emergono gravi irregolarità nel trattamento del personale di Trenitalia DBRSi Abruzzo. I dipendenti, in particolare quelli comandati di riserva, denunciano violazioni delle norme.

Uno dei punti più critici riguarda la mancata visualizzazione della pausa refezione, espressamente prevista dalla legge, dal CCNL e dalla circolare Stocchi 2. I lavoratori di riserva, anche se impegnati nell’intera fascia dalle 11 alle 15 o dalle 18 alle 22, se ne vedono privati.

Altro punto dolente è la mancata contabilizzazione delle ore di libertà dal servizio in caso di richiesta di AG o congedo parentale. L’azienda, invece di rispettare le normative, applica di volta in volta ciò che le è più comodo. Questo comportamento arbitrario rischia di compromettere ulteriormente il già fragile equilibrio lavorativo.

Il personale degli equipaggi denuncia che, nonostante il CCNL ne preveda il recupero, le ore eccedenti non sono mai compensate. I lavoratori si trovano così costretti a ore di lavoro aggiuntive senza però poterle recuperare come previsto dal CCNL. Un potenziale rischio per la sicurezza del servizio.

Infine, non sono rispettate le 30 ore minime di lavoro nei turni di sette giorni, come previsto dal CCNL. La mancanza di questo limite minimo influisce sulle settimane successive di lavoro, compromettendo la qualità del servizio e mettendo a rischio la salute stessa dei dipendenti che dovranno lavorare di più per recuperare le ore mancanti.

In un momento particolarmente delicato come quello del rinnovo contrattuale, ci si aspetterebbe che l’azienda si impegnasse a rispettare almeno il vecchio CCNL. Ciò che si osserva, invece, è un trend di violazione delle norme contrattuali e una gestione che sembra mirare esclusivamente al profitto, a discapito della dignità e del benessere dei lavoratori.