Cosenza: la Segreteria regionale chiede un tavolo di crisi immediato. FAST-Confsal torna a denunciare il ritardo nell’attuazione dei protocolli sulla sicurezza
Il 3 gennaio 2026, all’interno dell’atrio della stazione di Cosenza, un macchinista è stato aggredito senza alcun motivo mentre si trovava in pausa di servizio. Un episodio grave, avvenuto in un luogo pubblico che dovrebbe garantire sicurezza e presidio e che invece conferma una condizione di vulnerabilità ormai nota a chi opera quotidianamente in quella stazione.
Non si tratta di un fatto isolato. Da tempo vengono segnalate aggressioni verbali, situazioni di degrado, aree non controllate, parcheggi e spazi operativi percepiti come insicuri. Una realtà che le lavoratrici e i lavoratori conoscono bene e che è stata più volte portata all’attenzione delle istituzioni e delle aziende, senza però ottenere risposte strutturali.
Alla luce di questo ennesimo episodio, la Segreteria regionale di FAST-Confsal ha formalmente richiesto l’attivazione immediata di un tavolo di crisi con la Prefettura, il Comune, le direzioni aziendali di Trenitalia e FS Security. L’obiettivo è chiaro: definire un piano di sicurezza operativo, concreto, con misure stabili e verificabili che restituisca condizioni minime di tutela al personale e ai viaggiatori.
Per FAST-Confsal il tema delle aggressioni non è una novità, né un’emergenza improvvisa. Da tempo denunciamo che la violenza contro il personale dei trasporti è diventata un fenomeno ricorrente, affrontato troppo spesso con interventi episodici e comunicazioni di circostanza. I protocolli interministeriali sulla sicurezza, più volte annunciati come risposta al problema, restano in larga parte disattesi o applicati in modo disomogeneo, lasciando scoperti proprio i contesti più esposti.
La presenza non continuativa della Polizia Ferroviaria e l’assenza di un presidio strutturato e permanente di FS Security in una stazione classificabile come sensibile rappresentano una falla evidente nel sistema di prevenzione. Quando il presidio è intermittente, la sicurezza diventa casuale. E quando la sicurezza è casuale, il rischio diventa parte ordinaria del lavoro.
La sicurezza non può essere trattata come un costo accessorio o una variabile da negoziare. È una condizione essenziale del servizio pubblico e della dignità del lavoro ferroviario. Continuare a rinviare l’attuazione concreta dei protocolli significa accettare che episodi come quello di Cosenza si ripetano. FAST-Confsal non intende rassegnarsi a questa logica e continuerà a chiedere responsabilità chiare, tempi certi e soluzioni reali.






