Dopo un confronto iniziato mesi fa e una complessa ricostruzione di migliaia di incarichi, RFI definisce i criteri per gli incentivi 2023-2024 Pagamenti in arrivo, ma il sindacato avverte: dal 2025 servono regole certe e condivise
La partita degli incentivi per le funzioni tecniche in RFI entra finalmente nella fase conclusiva. Nell’incontro del 15 gennaio, programmato per proseguire il confronto avviato nel luglio dello scorso anno, l’azienda ha illustrato alle Organizzazioni Sindacali le linee guida aggiornate per il riconoscimento economico delle attività svolte dal personale dipendente nell’ambito degli appalti, in applicazione dell’articolo 45 del Decreto legislativo 36/2023. Un passaggio atteso, che chiude una fase complessa e segnata da ritardi strutturali.
Le nuove linee guida si applicano alle procedure di affidamento avviate tra il 1° luglio 2023 e il 31 dicembre 2024 e concluse entro il 31 dicembre 2025. Viene definitivamente accantonata l’ipotesi di un importo una tantum a compensazione delle attività già svolte: la remunerazione sarà invece determinata attraverso criteri articolati che tengono conto del numero degli incarichi assegnati, del ruolo ricoperto in ciascun procedimento e del valore economico degli appalti, con l’esclusione, come previsto dalla normativa vigente, dei contratti di fornitura e servizi sotto i 500 mila euro e di quelli intersocietari. A questi elementi si applica un coefficiente moltiplicatore finalizzato a valorizzare la maggiore complessità delle attività tecniche svolte.
L’importo individuale sarà calcolato tramite un algoritmo che combina tutti i fattori indicati, nel rispetto dei limiti massimi previsti per i compensi e nell’ambito delle risorse già stanziate a bilancio negli anni precedenti. RFI ha chiarito che il percorso è stato reso particolarmente oneroso dall’assenza di un archivio digitale completo degli appalti, rendendo necessaria una lunga attività di ricostruzione che ha coinvolto circa 1.600 lavoratori e oltre 16.000 incarichi. Salvo criticità tecnico-amministrative, il pagamento delle somme spettanti è previsto con la retribuzione di febbraio, mentre le comunicazioni individuali con l’indicazione degli importi saranno inviate entro i primi dieci giorni del mese.
Rientrano nel processo tutti i dipendenti a tempo indeterminato e i collaboratori interni al progetto, restando esclusi i dirigenti e il personale addetto al collaudo tecnico-amministrativo o statico, per i quali vigono specifiche politiche retributive. Come Fast Confsal, preso atto della chiusura della fase relativa agli anni 2023-2024, abbiamo ribadito con forza la necessità di definire, a partire dal 1° gennaio 2025, un regolamento condiviso che riconosca in modo più puntuale le reali specificità dei ruoli, garantisca criteri chiari, trasparenti ed equi e diventi riferimento anche per le altre società del Gruppo che operano come stazioni appaltanti. Allo stesso tempo abbiamo sottolineato come non possa essere eluso un ragionamento serio e strutturato anche sul pregresso antecedente al 2023, affinché il lavoro tecnico svolto negli anni non resti un’area grigia priva di adeguato riconoscimento. Perché il lavoro tecnico non è un dettaglio amministrativo, ma una responsabilità centrale che va riconosciuta e tutelata.






