La nascita di FS Energy segna un passaggio importante nella strategia del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Per la prima volta la gestione dell’energia, che pesa per oltre un miliardo di euro l’anno, è riportata al centro del perimetro industriale con l’obiettivo di ridurre i costi, governare la transizione verde e mettere in sicurezza gli approvvigionamenti. Autoconsumo, contratti di lungo periodo e interventi di efficientamento sono gli strumenti indicati per raggiungere questi obiettivi, insieme a un piano di investimenti rilevante e già in parte avviato.
Ma dietro i numeri e le strategie industriali c’è una questione che non può restare sullo sfondo: il lavoro. Le organizzazioni sindacali hanno accolto con interesse il progetto, chiedendo però chiarezza sui benefici reali per il Gruppo, sullo sviluppo del personale e sulle nuove competenze necessarie. In particolare è stato posto un punto fermo: la manutenzione degli impianti energetici deve restare nel perimetro del Gruppo FSI, valorizzando professionalità interne e garantendo sicurezza, qualità e controllo dei costi.
La transizione energetica può essere una grande opportunità solo se procede insieme alla tutela del lavoro e a un confronto sindacale stabile. Per questo è stata richiesta l’istituzione di un tavolo permanente: perché l’energia del futuro non sia solo più pulita, ma anche più giusta.





