Dopo i sabotaggi sulla rete ferroviaria, il Gruppo FSI annuncia un piano straordinario tra tecnologia e controlli. Le Organizzazioni Sindacali: bene la sicurezza, ma nessuna scorciatoia su lavoro, diritti e privacy
Dopo i recenti atti di sabotaggio che hanno colpito la rete ferroviaria, il Gruppo FS Italiane corre ai ripari e convoca – su richiesta urgente delle Organizzazioni Sindacali – un incontro per illustrare le contromisure. Al tavolo, il 25 febbraio scorso, i responsabili delle Relazioni Industriali e della Group Integrated Security hanno delineato un piano che punta su un rafforzamento delle attività di security negli asset ferroviari, con più risorse operative attraverso FS Security e un monitoraggio più serrato delle stazioni.
Nel 2026 sono previsti anche interventi di adeguamento delle barriere di protezione della rete, mentre si guarda all’innovazione con studi avviati insieme all’Università La Sapienza di Roma e sperimentazioni su strumenti tecnologici avanzati: sistemi evoluti di videosorveglianza, sensori, droni.
Sembra un cambio di passo che racconta la volontà dell’azienda di rafforzare la protezione di infrastrutture e impianti in una fase particolarmente delicata.
Fin qui la cronaca. Poi c’è la sostanza sindacale. Perché se l’emergenza impone rapidità, non può mettere tra parentesi metodo e regole. Le Organizzazioni Sindacali hanno ribadito con chiarezza che il confronto preventivo e continuo non è un atto di cortesia ma una condizione necessaria per garantire corrette relazioni industriali, soprattutto quando le scelte incidono su organizzazione del lavoro, responsabilità del personale, salute e sicurezza e – tema delicatissimo – tutela della privacy nell’uso delle nuove tecnologie.
Sicurezza sì, ma nel pieno rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori e delle garanzie previste dal contratto e dagli accordi vigenti.
A margine della riunione le parti hanno convenuto di riprendere le discussioni sulle questioni ancora aperte – fondo di sostegno al reddito, rinnovo RSU e RLS, DLF, vertenza ferie – con un calendario serrato a partire dal 9 marzo.
Infine, da metà marzo partirà il processo di dematerializzazione dei moduli di richiesta, con una prima fase di test in Trenitalia e RFI, limitata ad alcune unità produttive, per poi estendere il perimetro da giugno; escluso, in questa fase, il personale mobile.
La sfida è chiara: difendere la rete senza comprimere il lavoro. Per FAST-Confsal la linea resta una sola: innovazione e sicurezza devono camminare insieme alle tutele, non sopra di esse. Perché la tecnologia può aiutare, ma i diritti non si digitalizzano.





