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Martedì, Marzo 10, 2026

Non è solo una questione di bucato ma di diritto, salute e rispetto delle regole.

Con una vittoria che segna un precedente fondamentale nel panorama delle relazioni industriali lombarde, FAST Confsal ha costretto ATM a capitolare sul fronte dei Dispositivi di Protezione Individuale. Al centro della disputa, il mancato lavaggio delle divise e dei dispositivi da parte dell'azienda: una negligenza che per anni ha gravato sulle spalle — e sulle tasche — dei lavoratori.

L'azione sindacale, condotta con determinazione chirurgica, ha fatto leva sull’Articolo 77 del D.Lgs 81/2008. La legge parla chiaro: il datore di lavoro non deve solo fornire i DPI ma è obbligato a garantirne l’efficienza e, soprattutto, l’igiene. Delegare il lavaggio ai dipendenti non è una scelta organizzativa ma una violazione normativa. Grazie alla segnalazione e al pressing costante di FAST Lombardia, ATM ha dovuto finalmente riconoscere il diritto al risarcimento per gli anni di mancata ottemperanza.

Questa non è "ordinaria amministrazione", è una dimostrazione di forza di un sindacato che non accetta compromessi sulla pelle dei lavoratori. Il riconoscimento del danno economico è il sigillo su un principio cardine: la tutela dei diritti passa per un’attività sindacale coerente e attenta.

Mentre il risarcimento per il passato è ormai un dato acquisito, la battaglia si sposta ora sul tavolo della contrattazione per una soluzione definitiva.

FAST Confsal resta in prima linea, vigilando affinché la dignità del personale non sia mai più messa in "lavatrice" dalle logiche di risparmio aziendale.