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Martedì, Marzo 24, 2026

Il nuovo Piano industriale presentato alle organizzazioni sindacali disegna il futuro di Italferr – destinata a diventare FS Engineering – tra innovazione digitale, espansione internazionale e nuove competenze. Ma per FAST-Confsal lo sviluppo industriale deve andare di pari passo con sicurezza, qualità del lavoro e valorizzazione delle professionalità

C’è un passaggio strategico nel futuro dell’ingegneria ferroviaria italiana e riguarda Italferr, la società del Gruppo Ferrovie dello Stato che da oltre quarant’anni rappresenta uno dei principali centri di competenza tecnica per lo sviluppo delle infrastrutture del Paese. Il nuovo Piano industriale 2026-2030, presentato alle organizzazioni sindacali, segna l’inizio di una fase di trasformazione che porterà anche a un cambio di identità: dal 1° marzo la società assume infatti la nuova denominazione di FS Engineering, rafforzando il proprio ruolo come hub tecnico e digitale per le grandi opere infrastrutturali in Italia e nei mercati internazionali.

Il piano conferma la continuità della strategia industriale già avviata negli anni precedenti, con il sostegno al grande programma di investimenti ferroviari e agli obiettivi del PNRR. In questo contesto, Italferr continuerà a svolgere una funzione centrale nello sviluppo delle linee ad alta velocità, nel potenziamento del trasporto pubblico locale, nei collegamenti con aeroporti e porti e negli interventi infrastrutturali legati alla logistica e all’intermodalità.

La nuova FS Engineering punta però a fare un salto di scala. L’obiettivo è rafforzare la presenza internazionale, ampliare il portafoglio clienti e integrare sempre più ingegneria tradizionale e tecnologie digitali. Il modello che si sta delineando è quello di una vera tech-company delle infrastrutture, capace di governare opere complesse lungo tutto il loro ciclo di vita grazie all’utilizzo di piattaforme BIM avanzate, digital twin, big data e Internet of Things, strumenti destinati a rivoluzionare progettazione, monitoraggio e gestione dei cantieri.

Al centro di questa trasformazione resta il capitale umano. Con oltre tremila professionisti altamente qualificati, l’azienda considera le proprie competenze il vero fattore distintivo e punta a sviluppare nuove figure multidisciplinari, a rafforzare il trasferimento del know-how tra generazioni e a sostenere percorsi di crescita professionale coerenti con la crescente complessità dei progetti infrastrutturali.

FAST-Confsal ha riconosciuto il valore della progettualità industriale presentata, ma ha anche evidenziato come una trasformazione di questa portata debba tradursi concretamente in maggiore qualità del lavoro, sicurezza nei cantieri e valorizzazione delle professionalità. L’innovazione tecnologica, infatti, rappresenta una straordinaria opportunità solo se accompagnata da investimenti sulle persone, formazione continua sulle nuove tecnologie e stabilità occupazionale.

Il confronto con l’azienda si concentrerà quindi su alcuni temi chiave: l’impatto occupazionale della trasformazione digitale, i percorsi di formazione e riqualificazione professionale legati alle nuove tecnologie, l’organizzazione del lavoro nei progetti internazionali e il rafforzamento degli standard di sicurezza lungo tutta la filiera degli appalti.

Il cambio di nome non è dunque soltanto un’operazione di immagine ma il segnale di un posizionamento strategico più ambizioso nei mercati globali dell’ingegneria infrastrutturale. Perché questa evoluzione abbia successo, tuttavia, serviranno scelte chiare: investimenti continui sulle persone, percorsi di carriera trasparenti, politiche occupazionali stabili e un sistema di relazioni industriali capace di accompagnare una fase di crescita che riguarda non solo l’azienda, ma l’intero sistema infrastrutturale del Paese.