Tra il tavolo con ITA Airways e la protesta negli aeroporti romani, FAST-Confsal sceglie la linea della responsabilità: trattare dove il confronto è aperto, scioperare dove il dialogo resta chiuso.
Il negoziato con ITA Airways e lo sciopero degli addetti alla sicurezza di Fiumicino e Ciampino raccontano la stessa frattura: quella tra un sistema aeroportuale che chiede efficienza continua e lavoratori chiamati a sostenerne ogni giorno il peso operativo. Da una parte il confronto aperto sul personale di terra e navigante, dove si discutono ferie, retribuzioni, anzianità, riserva, premio di risultato e prospettive di carriera. Dall’altra la protesta di ADR Security, con un’adesione che ha raggiunto circa il 70% del personale in turno e una manifestazione davanti al Terminal 1 che ha reso visibile un malessere ormai impossibile da derubricare a semplice agitazione sindacale.
Nel confronto con ITA Airways, FAST-Confsal ha scelto una linea precisa: non alzare il livello dello scontro mentre esiste ancora uno spazio negoziale. Non dichiarare scioperi, non aprire procedure di raffreddamento, non trasformare il tavolo in un ultimatum. Ma questa disponibilità non va confusa con debolezza. Al contrario, è il tentativo di separare la responsabilità dalla rinuncia.
Perché i nodi restano tutti sul tavolo: la scala retributiva da 24 a 27 livelli, il rischio che le risorse vengano solo redistribuite senza un vero incremento, il valore delle ferie, la cristallizzazione delle prime 30 ore di volo nella parte fissa della retribuzione, con effetti su Tfr e tredicesima, e la disparità paradossale per cui un comandante di medio raggio può trovarsi a guadagnare meno di un primo ufficiale di lungo raggio.
La parola chiave, oggi, è equilibrio. Equilibrio tra fasce basse e anzianità consolidate, tra esigenze aziendali e qualità della vita, tra sostenibilità industriale e riconoscimento professionale. Vale anche per le ferie: dieci giorni nel periodo estivo, più due riposi prima e due dopo, possono essere un punto di partenza, non un titolo da vendere come soluzione definitiva. Così come la riserva, se limita la libertà personale del lavoratore, non può essere liquidata con compensi simbolici.
Ma se in ITA il dialogo è ancora praticabile, in ADR Security la misura sembra colma. Turnazioni pesanti, carichi crescenti, attenzione costante ai varchi di sicurezza: la protesta non nasce contro i passeggeri, ma proprio per tutelare la qualità e la sicurezza del servizio. Il fatto che l’impatto sui gate sia rimasto contenuto, anche per la cancellazione preventiva di una quota rilevante dei voli ITA, non riduce il significato dello sciopero. Anzi, lo rafforza: sotto la superficie ordinata dell’operatività aeroportuale c’è un disagio strutturale.
FAST-Confsal manda dunque un messaggio doppio e coerente. Dove c’è confronto, si tratta. Dove il confronto manca, si sciopera. Ma in entrambi i casi l’obiettivo resta lo stesso: riportare il lavoro al centro dell’impresa, prima che siano i conflitti, le cause individuali o l’usura quotidiana a presentare il conto.






