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Martedì, Maggio 12, 2026

Il sindacato chiede risposte urgenti su turni e mobilità, perché si registrano passi avanti nel confronto con RFI, ma sulle condizioni immediate il nodo resta aperto

C’è un tempo che scorre nei calendari e uno che pesa sulle turnazioni quotidiane di chi garantisce la circolazione ferroviaria. Nel confronto del 21 aprile con la Direzione Circolazione e Orario di RFI, questi due tempi si sono avvicinati senza ancora coincidere. L’azienda ha illustrato interventi che segnano un avanzamento: una programmazione più strutturata delle ferie, strumenti digitali per renderne trasparente la gestione, azioni su sicurezza e ambienti di lavoro, oltre al rafforzamento delle politiche formative con nuove figure dedicate.

Il confronto, nell’ambito della revisione dell’accordo di settore del 2017, ha evidenziato una disponibilità a recepire alcune sollecitazioni sindacali, a partire dalla gestione delle ferie estive che vedrà una pianificazione anticipata. Un segnale importante, così come l’introduzione sperimentale di un sistema informatico per garantire certezza sulle richieste. A questo si affianca un piano tecnologico che dovrebbe incidere anche sul fabbisogno di organico.

Rilevante anche il capitolo formazione, con l’introduzione di nuove figure di supporto e sviluppo professionale. Un’evoluzione che il sindacato valuta positivamente, riconoscendone il valore in contesti ad alta responsabilità.

Ma il nodo resta quello delle risposte immediate. La richiesta sindacale di almeno 350 assunzioni nasce da una criticità strutturale ormai evidente. RFI ha accolto la proposta, prevedendo inserimenti tra giugno e settembre. Un passo significativo, ma non risolutivo.

Il punto critico è il rinvio degli interventi organizzativi, subordinati all’arrivo dei nuovi ingressi. Una scelta che sposta in avanti soluzioni urgenti su part-time, ferie, turnazioni e mobilità interna. Su questi temi FAST- Confsal, insieme alle altre OS, ha avanzato proposte concrete e immediatamente applicabili, chiedendo un cambio di passo.

Perché se programmare è necessario, governare l’oggi non può attendere. Il rischio è prolungare condizioni di lavoro non adeguate, con effetti diretti sulla qualità del servizio e sulla dignità professionale.

Il prossimo incontro del 21 maggio sarà decisivo. Senza risposte concrete, il confronto rischia di trasformarsi in attesa. E a quel punto, il tempo delle decisioni potrebbe non essere più rinviabile.