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Martedì, Maggio 19, 2026

Dalla digitalizzazione dei processi ai dispositivi intelligenti nei cantieri, passando per briefing operativi e monitoraggio dei “near miss”: nella riunione del 7 maggio sulla sicurezza sul lavoro emerge un cambio di passo di RFI. Ma la Fast Confsal chiede  un coinvolgimento più forte dei lavoratori e dati concreti sull’efficacia delle sperimentazioni.

C’è un filo che lega innovazione tecnologica, organizzazione del lavoro e sicurezza operativa. Ed è proprio su questo terreno che si è sviluppato il confronto tra RFI e Organizzazioni Sindacali nella riunione della “Sede permanente di incontro per il miglioramento continuo della salute e sicurezza sul lavoro”, tenutasi il 5 maggio e verbalizzata il 7 maggio 2026. 

L’azienda ha presentato un quadro articolato di iniziative già avviate o in fase di sperimentazione, confermando la volontà di investire sulla cultura della sicurezza attraverso il progetto #Sicuressere. Tra gli elementi più significativi, emerge il rafforzamento dei cosiddetti “briefing conversazionali”, introdotti in 54 Unità Manutentive tra Milano, Bologna e Firenze, con l’obiettivo di migliorare la pianificazione delle attività e la gestione delle criticità operative attraverso il confronto diretto tra lavoratori. 

Non meno rilevante il capitolo dedicato alla digitalizzazione. RFI ha infatti confermato il proseguimento della sperimentazione sulla modulistica di esercizio digitale – dai modelli LIEC1 agli M40 e M100b – avviata tra Firenze e Roma, con completamento previsto entro il 2027. Una trasformazione che punta alla standardizzazione delle procedure, alla co-redazione dei documenti e all’introduzione di sistemi di verifica da remoto. 

Sul fronte tecnologico avanzano anche i sistemi di geolocalizzazione nei cantieri, pensati per ridurre i rischi di interferenza tra mezzi e personale, oltre ai dispositivi wearable per la gestione delle emergenze, capaci di monitorare parametri vitali e attivare funzioni S.O.S. bidirezionali. Prosegue inoltre la distribuzione del rilevatore di tensione “non a contatto” integrato nel casco per il personale della Trazione Elettrica. 

RFI ha inoltre evidenziato il calo degli infortuni registrato nel 2025 e nei primi mesi del 2026, sottolineando la volontà di estendere progressivamente le iniziative di sicurezza anche alle imprese appaltatrici, nel tentativo di uniformare gli standard lungo tutta la filiera produttiva. 

Ma proprio qui si innesta la posizione sindacale. Le Organizzazioni Sindacali, pur riconoscendo la portata positiva delle innovazioni illustrate, hanno ribadito con forza che la sicurezza non può essere costruita soltanto attraverso strumenti tecnologici o procedure calate dall’alto. Serve il coinvolgimento strutturato delle rappresentanze dei lavoratori in tutte le fasi di progettazione, sperimentazione e valutazione.

Particolare attenzione è stata posta sulla necessità di avere dati puntuali e disaggregati sugli infortuni, sull’efficacia concreta delle sperimentazioni e sulle ore effettive di training on the job, per distinguere chiaramente formazione, addestramento e trasferimento reale delle competenze operative. 

Infine, le Segreterie Nazionali hanno chiesto l’introduzione di una sezione anonima per la segnalazione dei “near miss” sulla piattaforma WE, tema che la Holding starebbe valutando di estendere all’intero Gruppo FSI. Un passaggio che potrebbe segnare un cambio culturale importante: perché la sicurezza moderna non si misura soltanto contando gli incidenti avvenuti, ma soprattutto intercettando quelli evitati per tempo.