Tra aeroporti e ferrovia serve una coerenza semplice: stesse regole, stessi contratti, stessi diritti.
La settimana appena trascorsa, FAST-Confsal è stata convocata al Ministero dei Trasporti per discutere del piano aeroporti. In quella sede è emerso con forza un allarme che condividiamo: il dumping salariale praticato da imprese che, pur operando nello stesso settore, non applicano il contratto collettivo nazionale del trasporto aereo e costruiscono così una concorrenza fondata sul minor costo del lavoro.
È un tema serio che non riguarda solo le buste paga, ma l’idea stessa di mercato regolato. Se due aziende competono nello stesso perimetro, ma una riconosce salari, tutele e progressioni previste dal contratto nazionale e l’altra no, quella non è efficienza. È una distorsione della concorrenza.
Proprio per questo colpisce ascoltare, nella stessa settimana, ragionamenti diversi quando il discorso si sposta in ambito ferroviario. Si dice che non sia importante il nome del contratto, purché esso abbia come base le regole dell’attività ferroviaria. Ma su questo terreno le parole contano. Dire “base”, “riferimento”, “cornice” non equivale a dire applicazione piena del CCNL Mobilità/Area Attività Ferroviarie.
Il rischio è evidente. Il dumping salariale potrebbe essere denunciato quando a praticarlo sono contratti firmati da altri, ma derubricato a semplice particolarità aziendale quando il contratto porta firme considerate più accettabili. Non può essere questo il criterio. A fare la differenza devono essere le regole realmente applicate ai lavoratori.
Se gli aumenti tabellari previsti dal rinnovo nazionale non sono riconosciuti con gli stessi tempi, se il contratto aziendale resta scaduto, se il CCNL è richiamato ma non assunto fino in fondo, allora il problema non è nominalistico. È sostanziale.
Non vogliamo polemiche, ma chiarezza. Il dumping non si misura dalla sigla che firma un contratto. Si misura dalla distanza tra quel contratto e le tutele comuni del settore. E se davvero vogliamo difendere lavoro, salario e concorrenza leale dobbiamo avere il coraggio di applicare lo stesso metro ovunque.






