La revisione avviata dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti sull’accesso alla rete ferroviaria apre nuovi spazi alla competizione. FAST-Confsal chiede garanzie su occupazione, investimenti, contratti, sicurezza e qualità del servizio, per evitare che il mercato indebolisca la tenuta del sistema
C'è una linea sottile che separa la concorrenza dall'equilibrio di un settore strategico. E quando quella linea viene oltrepassata, il rischio è che a pagare il prezzo più alto non siano le imprese, ma i lavoratori e i cittadini. La Delibera n. 49/2026 dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti, che avvia la revisione delle misure sull'accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture ferroviarie, apre infatti uno scenario che FAST-Confsal guarda con forte preoccupazione.
L'obiettivo dichiarato dell'Autorità è aumentare la contendibilità della capacità ferroviaria, intervenendo sui limiti degli Accordi Quadro, sui criteri di assegnazione delle tracce e sulle priorità nell'utilizzo della rete. Una scelta che punta ad ampliare gli spazi per nuovi operatori e ad accrescere la concorrenza. Ma quando si entra nel merito delle misure proposte, emergono interrogativi che non possono essere ignorati.
La riduzione della capacità prenotabile nel lungo periodo rischia, infatti, di compromettere la certezza necessaria alle imprese ferroviarie per pianificare investimenti industriali, acquisire nuovo materiale rotabile, programmare lo sviluppo dei servizi e garantire adeguati livelli occupazionali. Senza una prospettiva stabile sull'utilizzo della rete, diminuisce inevitabilmente la capacità di programmare il futuro.
Dietro una regolazione apparentemente tecnica si nasconde una questione molto concreta: meno certezze significa meno investimenti e maggiore instabilità. Una situazione che potrebbe tradursi in riorganizzazioni aziendali, esternalizzazioni di attività e crescente ricorso agli ammortizzatori sociali. Un rischio che il sindacato non può accettare passivamente.
Non meno rilevante è il pericolo di un ulteriore dumping contrattuale. In un mercato ferroviario sempre più frammentato, l'assenza di regole omogenee sul lavoro potrebbe favorire una competizione basata non su qualità del servizio, Innovazione ed efficienza, ma esclusivamente sulla riduzione del costo del personale. Una deriva che FAST-Confsal denuncia da anni e che questa revisione regolatoria potrebbe indirettamente alimentare.
Preoccupa inoltre la prospettiva di una rete gestita sempre più secondo logiche di mercato. Quando la capacità ferroviaria è considerata esclusivamente come una risorsa economica da distribuire ai soggetti più competitivi, il rischio è che le relazioni più redditizie attraggano progressivamente tutte le risorse disponibili, mentre i collegamenti meno remunerativi ma essenziali per la mobilità dei territori siano progressivamente marginalizzati. Sarebbe un arretramento rispetto alla funzione sociale e strategica che il trasporto ferroviario ha sempre garantito al Paese.
A ciò si aggiunge un tema di equità regolatoria. Molte imprese hanno costruito negli anni i propri piani industriali, gli investimenti e l'organizzazione del lavoro sulla base di regole consolidate. Modificare oggi quei presupposti significa incidere su scelte effettuate in buona fede e rischiare di alterare gli equilibri competitivi a vantaggio di operatori che non hanno sostenuto gli stessi percorsi industriali.
FAST-Confsal seguirà con la massima attenzione il percorso di consultazione avviato dall'Autorità. La ferrovia italiana ha bisogno di concorrenza equilibrata, ma soprattutto di programmazione, sicurezza, investimenti e tutela del lavoro. Se questi elementi sono sacrificati sull'altare del mercato, il rischio non è soltanto quello di cambiare le regole del gioco. Il rischio è di compromettere la solidità di un sistema strategico per il Paese.
Per FAST-Confsal qualsiasi intervento regolatorio sul sistema ferroviario deve essere accompagnato da adeguate garanzie occupazionali, contrattuali e professionali. La concorrenza può rappresentare un'opportunità soltanto se si sviluppa all'interno di un quadro di regole che tuteli il lavoro, valorizzi le competenze e assicuri pari condizioni tra gli operatori. Diversamente, il rischio concreto è che la competizione finisca per scaricare i propri effetti sui lavoratori comprimendo diritti, salari e qualità dell'occupazione, con inevitabili ripercussioni anche sulla qualità e sulla sicurezza del servizio ferroviario.






