Dopo cinque tavoli consecutivi tra sindacati, MIST e FS Logistix restano aperti i nodi su inquadramenti professionali e salario di produttività. Le Organizzazioni Sindacali chiedono un cambio di passo per dare concretezza agli impegni assunti e valorizzare il lavoro in un settore strategico per il Gruppo FS
C'è un momento in ogni trattativa in cui le parole non bastano più. Quel momento, nel confronto tra MIST, FS Logistix e Organizzazioni Sindacali sembra essere arrivato. Dopo cinque tavoli di confronto consecutivi, ore di analisi, verifiche tecniche e approfondimenti sui costi della confluenza contrattuale, le parti continuano infatti a registrare distanze significative su temi centrali come gli inquadramenti professionali e il salario di produttività.
Il negoziato ha attraversato fasi alterne. A progressi che lasciavano intravedere una soluzione condivisa sono seguiti ripensamenti e arretramenti che hanno impedito di raggiungere quell'equilibrio complessivo necessario per chiudere positivamente la vertenza. Un confronto intenso che ha consentito di esaminare nel dettaglio istituti contrattuali, scenari organizzativi e possibili innovazioni ma non ha ancora prodotto le risposte attese dai lavoratori.
Per FAST-Confsal e le altre Organizzazioni Sindacali il quadro è ormai chiaro: le ultime distanze devono essere colmate rapidamente. Gli impegni assunti nel percorso avviato un anno fa richiedono oggi scelte concrete e una precisa assunzione di responsabilità da parte aziendale.
La posta in gioco va oltre la semplice definizione di alcuni istituti contrattuali. MIST rappresenta un asset sempre più strategico all'interno della filiera logistica del Gruppo FSI e delle ambizioni di crescita internazionale di FS Logistix. Proprio per questo diventa indispensabile che tale centralità trovi un adeguato riconoscimento sul piano economico e normativo per le lavoratrici e i lavoratori che contribuiscono quotidianamente ai risultati dell'azienda.
Il prossimo incontro, già fissato per il 15 giugno, dovrà necessariamente segnare una svolta. La sostenibilità economica resta un elemento imprescindibile ma non può trasformarsi in un alibi per rinviare soluzioni attese da tempo. Nel frattempo resta confermato il percorso di confluenza contrattuale con decorrenza dal 1° giugno.
Adesso, però, servono fatti. Perché quando il confronto si prolunga oltre misura, il rischio è che a perdere fiducia siano proprio coloro che ogni giorno garantiscono il funzionamento del sistema.





