Dopo il verbale sottoscritto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le Organizzazioni Sindacali chiedono un tavolo congiunto con il Ministero del Lavoro per trasformare gli impegni assunti in garanzie concrete: lotto unico, clausola sociale, applicazione del CCNL Attività Ferroviarie e tutela del sistema contrattuale.
Ci sono momenti nei quali il confronto sindacale smette di essere soltanto una fase della trattativa e diventa il punto di equilibrio tra l'interesse pubblico e la tutela del lavoro. È quanto sta accadendo sul futuro del servizio Intercity dove, dopo il confronto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il percorso si arricchisce di un nuovo passaggio istituzionale destinato a incidere profondamente sul futuro del settore ferroviario.
FAST-Confsal, insieme alle altre Organizzazioni Sindacali, ha formalmente chiesto la convocazione di un incontro congiunto tra Ministero delle Infrastrutture e Ministero del Lavoro affinché gli impegni assunti nel verbale dello scorso 9 giugno trovino una concreta traduzione normativa e contrattuale. L'obiettivo è chiaro: evitare che il rinnovo del bando per l'affidamento del servizio Intercity possa aprire spazi a incertezze occupazionali o a fenomeni di dumping contrattuale.
La posizione sindacale resta ferma su alcuni principi non negoziabili. Il lotto unico rappresenta la soluzione più efficace per garantire continuità del servizio, qualità dell'offerta e salvaguardia dell'occupazione. Allo stesso tempo, la clausola sociale dovrà assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali, dei diritti acquisiti e delle condizioni economiche e normative in caso di eventuale subentro di un nuovo gestore.
Il punto di maggiore respiro, tuttavia, è un altro. Le Organizzazioni Sindacali chiedono che il Governo avvii un percorso legislativo capace di rendere il CCNL Attività Ferroviarie il contratto di riferimento obbligatorio per tutte le imprese che operano sulla rete nazionale. Non si tratta di una rivendicazione corporativa ma della costruzione di una cornice di regole certe per l'intero sistema ferroviario italiano. Un contratto unico di settore significa pari diritti, pari doveri e pari condizioni concorrenziali; significa impedire che il mercato sia alterato da chi compete abbassando salari e tutele, anziché investendo in professionalità, sicurezza e qualità del servizio. È una scelta di politica industriale, prima ancora che sindacale perché tutela contemporaneamente lavoratori, imprese corrette e utenti del servizio pubblico.
Il verbale sottoscritto al MIT aveva già registrato la disponibilità del Viceministro a sostenere il principio del lotto unico, ad aprire il confronto con il Ministero del Lavoro e a rafforzare le tutele occupazionali, consentendo alle Organizzazioni Sindacali di sospendere lo sciopero proclamato per l'11 giugno. Ora è il momento di dare seguito a quegli impegni.
Per FAST-Confsal questa non è soltanto una vertenza sull'Intercity. È una battaglia di sistema che riguarda il futuro del trasporto ferroviario italiano, la qualità del servizio offerto ai cittadini e la difesa di un modello contrattuale capace di garantire uniformità di diritti, sicurezza e professionalità lungo tutta la filiera ferroviaria. Per questo, il confronto avviato con le Istituzioni assume un valore che va ben oltre il rinnovo di un bando di gara: rappresenta l'occasione per costruire un quadro normativo stabile in cui la concorrenza si misuri sulla capacità di innovare e di offrire un servizio migliore, non sulla riduzione del costo del lavoro. Le prossime settimane diranno se agli impegni istituzionali seguiranno atti concreti.
FAST-Confsal continuerà a sostenere questo percorso con determinazione, nella convinzione che il futuro del sistema ferroviario passi attraverso investimenti, qualità del servizio e tutele certe per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori.





