Pausa estiva per la testata, ma non per l'impegno sul campo: dalle vertenze nei trasporti ai rinnovi contrattuali, le sfide aperte durante la pausa di agosto.
Questo è l’ultimo numero prima della pausa di agosto. Il Notiziario tornerà a settembre ma sarebbe ingenuo scambiare il silenzio delle pagine per il silenzio del lavoro.
Nei trasporti – e nel sindacato – le questioni non vanno in villeggiatura: cambiano ritmo, mentre continuano a presentare il conto. La settimana trascorsa lo ha dimostrato. A Bologna FAST Confsal ha proclamato lo stato di agitazione nella DOIT di RFI, denunciando carenze di organico, fuga dei giovani e impoverimento delle competenze interne. Nel Polo Logistica abbiamo valutato con interesse il piano di FS Logistix, ricordando che nessuna crescita regge senza una politica nazionale per il ferro, relazioni sindacali trasparenti e valorizzazione del lavoro. A Locri siamo intervenuti contro il ritardo degli stipendi, perché dietro una retribuzione rinviata non esiste una pratica amministrativa ma una famiglia costretta ad aspettare. Nel trasporto aereo, a Napoli, il confronto ha prodotto risultati concreti: in GESAC sulla fruizione delle ferie nel settore Security e in Bourelly, dove la procedura di raffreddamento si è chiusa positivamente.
È questo il sindacato che ci interessa: non quello che recita la parte ma quello che entra nei problemi e prova a risolverli. Intanto resta aperto il rinnovo del CCNL Mobilità–Area Attività Ferroviarie, decisivo per salari, diritti e futuro della filiera. Il negoziato in Italo, invece, appare impantanato nell’arrocco aziendale sull’allineamento dei minimi tabellari al contratto nazionale di riferimento: una rigidità che rischia di trasformare il tempo in un costo per i lavoratori e, prima o poi, anche per l’impresa. Prosegue inoltre il confronto sulla rappresentanza e sulla rappresentatività.
Qualcuno considera un fastidio il pluralismo sindacale; noi lo consideriamo una realtà da misurare con regole trasparenti, non da selezionare per convenienza.
Ci fermiamo dunque con il giornale, non con l’impegno. Ad agosto il sindacato resterà dove deve stare: accanto ai lavoratori. A settembre torneremo a raccontarlo.




