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Martedì, Settembre 1, 2026

80 bagagli rimasti a bordo, una nuova tratta e troppe domande ancora senza risposta: FAST Confsal chiede chiarezza sulla catena dei controlli, dalla security alla safety.

Un bagaglio può essere dimenticato. Ottanta bagagli rimasti nella stiva di un aeromobile arrivato da Marsa Alam e poi ripartito da Fiumicino per Lampedusa impongono, invece, di capire cosa sia accaduto lungo l'intera catena dei controlli. Non per alimentare allarmismi né anticipare responsabilità, ma perché in aviazione ogni anomalia deve servire a verificare se il sistema abbia funzionato.

FAST Confsal l'ha già detto: prima di cercare il singolo lavoratore occorre ricostruire organizzazione, personale, supervisione, procedure e controlli. Vanno distinti due piani. Il primo è la safety: se quei bagagli non erano contabilizzati nella documentazione della tratta per Lampedusa, va chiarito se peso, distribuzione del carico e centraggio siano stati aggiornati e comunicati al comandante. La normativa europea richiede infatti per ogni volo una documentazione di massa e bilanciamento che rappresenti il carico e la sua distribuzione.

Il secondo è la security, cioè la protezione dell'aviazione civile dagli atti illeciti. La normativa europea considera “non accompagnato” il bagaglio da stiva quando il relativo passeggero non è a bordo e detta specifiche regole di identificazione e controllo. Il volo proveniva inoltre dall'Egitto, che non figura nell'elenco UE dei Paesi terzi cui è riconosciuta l'equivalenza agli standard comuni europei per la security dei bagagli da stiva. Questo non significa definire l'Egitto “insicuro”, né sostenere che vi fosse una minaccia. Significa porre una domanda tecnica: quale status di security avevano quelle valigie quando l'aereo è ripartito su una nuova tratta?

Non esiste alcun elemento che faccia pensare alla presenza di un ordigno ma i sistemi di sicurezza devono considerare anche lo scenario estremo: se in uno di quei bagagli fosse stato presente un articolo proibito o una minaccia intenzionale non rilevata all'origine, quale barriera del sistema avrebbe dovuto intercettarla prima della nuova partenza?

Aviation Services, come prestatore certificato, deve disporre di un Manuale delle Operazioni, di un programma di security, di procedure di contingency e segnalazione degli eventi, formazione del personale e DVR. ADR dispone a sua volta di un sistema di Safety& Compliance Monitoring e ADR Security effettua i controlli sui bagagli da stiva.

Non affermiamo che queste procedure siano state violate. Chiediamo di conoscere quali siano state applicate il 28 agosto e con quale esito.

È questo il sindacato che vogliamo essere: rigoroso con le aziende ma altrettanto rigoroso con i fatti. La sicurezza non si difende con accuse preventive. Si difende facendo le domande giuste e pretendendo risposte documentate.

FAST Confsal non monta un caso sul terrorismo e non accusa nessuno di aver fatto decollare un aereo insicuro; pone però domande tecniche alle quali Aviation Services, ADR e, per le rispettive competenze, vettore ed ENAC dovrebbero poter rispondere documentalmente.

Ed è proprio questa prudenza a rendere le domande più pesanti.