Non è il set di un film drammatico ma la realtà quotidiana dell’Impianto di Manutenzione Corrente (IMC) di Trenitalia a Foggia. Un luogo in cui la sicurezza del trasporto regionale si scontra con condizioni strutturali e igieniche sempre più critiche.
A lanciare l'allarme sono i segretari di FAST-Confsal Puglia e Basilicata, Vincenzo Cataneo e Domenico Santodirocco, facendosi portavoce delle denunce dei lavoratori e di un dettagliato dossier fotografico. Le immagini documentano una situazione limite: guano diffuso sulle aree di lavoro e sui presidi di emergenza, infiltrazioni d'acqua in prossimità di quadri elettrici, soffitti deteriorati con ferri affioranti e difficoltà di accesso ai sistemi antincendio. Un quadro che viola le basilari norme di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro previste dal D.Lgs. 81/2008.
Alla precaria situazione logistica si aggiunge un forte strappo sul piano delle relazioni industriali. Nonostante le reiterate richieste e la proclamazione dello stato di agitazione — legato anche alle criticità dei treni ATR 220 sulla linea Foggia-Manfredonia — Trenitalia continua a tardare nella consegna della documentazione ufficiale. Dopo l'incontro del 28 luglio, le slide illustrative sugli investimenti e sull'organizzazione del lavoro non sono ancora state inviate. L'ultimo report completo risale ormai al 2023, impedendo, di fatto, una reale valutazione sul futuro produttivo e occupazionale del sito.
«Servono risposte concrete, tempi certi e un piano di investimenti verificabile», affermano dal sindacato, ponendo l'attenzione anche sul capannone dei binari 13, 14 e 15. Se la società non fornirà riscontri immediati e un cronoprogramma vincolante di bonifica e risanamento, la FAST-Confsal adirà l'Ispettorato del Lavoro per le verifiche del caso. La vertenza resta aperta: in gioco ci sono la dignità dei lavoratori e la sicurezza del servizio ferroviario.




